Feed Rss



giu 02 2010

Pagheresti 2,99 euro per rispondere alla domanda “a cosa stai pensando” ?

categoria: Internet e Web autore: Mirko Soffia

Proprio ieri mi è capitato di leggere questo articolo “The Death of the Open Web” dal nytimes.com, parla di come il modello di business di appstore abbia creato un divario tra le applicazioni e i servizi open e quelli a pagamento.

Sono ormai quindici anni che ‘giro-navigo’ il web, ed  ho sempre avuto ben presente che i servizi a pagamento servivano a poche cose ben precise, per fare soldi (es. accedere a servizi di trading online), intrattenimento (siti dedicati al sesso, o ai giochi online) o accedere a particolari informazioni (banche dati private), tutto il resto era lì a disposizione, giornali, wikipedia, google, twitter, facebook, flickr, non hanno mai chiesto nulla a me per poter utilizzare i loro servizi e applicazioni. Ovviamente questo dipende dal modello di business che ogni azienda adotta per generare la propria ricchezza, e non voglio discutere qui di come google o facebook, fanno i soldi.

Ora provo a cambiare il mio punto di vista, mi metto da parte di chi utilizza questi nuovi dispostivi mobili, (iphone o ipad per esempio). Sono quindi disposto a pagare 3 euro per avere un applicazione  super cool, che mi fa vedere le previsioni del tempo, o chattare con gli amici. Sono solo esempi, magari anche non reali (anche se cercando su App Store, qualcosa del genere ho trovato).

Questa generazione di mobile smart users, paga per avere sempre con sè delle applicazioni, suonerie, navigare su internet, leggere un giornale, o per impressionare gli amici con un effetto sul display dello smartphone.

Immagino allora che le stesse persone sarebbero disposte, tra qualche tempo punto a pagare 3 euro per accedere a Facebook, a Google, a Twitter dal proprio computer?

Sarebbero disposte a pagare qualche centesimo per leggere un contenuto o un filmato?

Ora stanno pagando per una applicazione, ma domani pagheranno per il contenuto, qualsiasi esso sia, articoli, blog, immagini, video… e non solo per musica e suonerie?

Io credo di si e penso anche che sia giusto pagare dei soldi per avere un buon contenuto.

tag: , ,

3 Commenti a “Pagheresti 2,99 euro per rispondere alla domanda “a cosa stai pensando” ?”

  1. Alberto scrive:

    Sono d’accordo con te Mirko. Un buon contenuto comporta
    sempre, seppur minimi, costi che qualcuno deve sostenere, o
    direttamente, pagando un abbonamento o quant’altro, o
    indirettamente tramite la sponsorizzazione (i pay per click, salvo
    rare eccezioni, non danno da campare). La pubblicità poi la
    paghiamo indirettamente sul prodotto pubblicizzato. Penso che Il
    concetto che internet debba essere free ad ogni costo e sempre sia
    di per se sbagliato ed ingiusto; se si voglio dei contenuti di
    qualità si devono pagare per quello che sono costati; come e quando
    si compra un giornale per leggerne i contenuti… se tutti i giorni
    lo leggo davanti all’edicola, prima o poi l’edicolante mi dice
    qualcosa… “ci vogliono i soldini”.

  2. elPedro scrive:

    ….discorso molto complicato…complesso, articolato e anche pericoloso direi…di base, secondo me, bisognerebbe vedere e capire per che cosa viene richiesto un pagamento, seppur minimo,la sua “indispensabilità” e soprattutto dove ciò porti…ciò che oggi potebbe essere giusto pagare, anche poco, un domani potrebbe diventare impossibile e insostenibile…

  3. mirkosoffia scrive:

    in realtà in qualche modo paghiamo comunque, questi ambienti sociali ma in generale tutti i siti web basati sui servizi “free” stanno apprendendo una cosa molto importante e particolare: il nostro comportamento. E’ un vero salto di qualità quello che si riesce a fare con questi dati, perchè non siamo più segmenti di mercato o targettizzati, ma persone, individui o gruppi. L’ analisi è molto raffinata, e queste informazioni nelle mani giuste posso portare enormi benefici per gli utenti ma ovviamente qualche scocciatura in più, la pubblicità, comunque meno invasiva di quella tradizionale fatte a pioggia ed ad ampio raggio.
    La moneta di scambio è quindi questa, il nostro comportamento che ci rende unici. E il per mercato questo è un valore economico, visto che l’advertising sul web è un business davvero importante.

Scrivi un commento